La Città di Is

lunedì, ottobre 04, 2004

Lo Sputnik e l’inizio dell’era spaziale

Il 4 ottobre del 1957 le stazioni radio di tutto il mondo captano i segnali inviati dal primo satellite artificiale, lanciato dai sovietici, lo SPUTNIK, in russo "compagno di viaggio", una sfera metallica del diametro di 58 cm e 83,6 Kg che ruota attorno alla terra in un'ora e mezzo emettendo un semplice “bip bip” che viene ascoltato dagli orecchi radar di molte stazioni terrestri.

Siamo nel pieno della Guerra Fredda , i governi del blocco occidentale si allarmano. Il successo dell'Unione Sovietica appare carico di minacce: mettere in orbita un satellite, significa infatti possedere missili in grado di colpire le città americane con testate nucleari. Le insospettate capacità tecnologiche del nemico, inoltre, sono sentite come sintomo di una possibile superiorità del sistema sociale sovietico.

Quella luce che viaggiava nel cielo notturno era forse una terribile minaccia per il mondo occidentale? Domande e dubbi che ai nostri giorni sembrano esagerazioni paranoiche, ma non dobbiamo dimenticare che in quei tempi, negli USA, molti cominciavano a costruirsi un rifugio antiatomico nella cantina della propria abitazione, mentre a Mosca la metropolitana era predisposta ad ospitare migliaia di superstiti dell'eventuale bombardamento.

Il senatore Lyndon Johnson, allora leader della maggioranza del Senato, e da tempo aspro critico sulla debolezza del programma della difesa, dichiarò:

"L'Impero Romano controllava il mondo perché era in grado di costruire e strade. Più tardi, l'Impero Britannico dominò il mondo perché aveva le navi. Nella nostra epoca, noi eravamo potenti perché avevamo gli aerei. Adesso i comunisti hanno messo piede nello spazio. Non è molto rassicurante venire a conoscenza che l'anno prossimo metteranno in orbita un satellite migliore di questo. Probabilmente con cruscotto cromato e tergicristalli automatici".

L'Unione Sovietica aveva battuto sul tempo gli Stati Uniti, da anni impegnati nel progetto Vanguard, rivelatosi un completo fallimento. I sovietici avevano stabilito il primo record dello spazio e nel giro di un mese stabilirono pure il secondo: il primo essere vivente della Terra ad entrare in orbita attorno al pianeta. La cagnetta Laika fu la protomartire della conquista spaziale a bordo dello Sputnik 2. Partito il 3 novembre del 1957, quando il primo Sputnik era ancora in orbita, era ben più grande del suo predecessore: pesava infatti 508,3 Kg. Il viaggio di Laika dura sette su un'orbita distante dalla Terra 225 e 1670 chilometri, rispettivamente nel punto più vicino e nel punto più lontano. Alla fine un sistema automatico addormenta Laika definitivamente e lo Sputnik 2 si disintegra nell’atmosfera.


La risposta degli USA arrivò solo il 31 gennaio dell'anno successivo, con il lancio dell'Explorer 1, un satellite di 14 Kg progettato da Wernher von Braun.
La corsa allo spazio era iniziata.

USA ed URSS, Eisenhower e Krusciov, si fronteggiavano nella sfida ideologica, politica ed economica che dominerà i prossimi 30 anni di storia. Subito dopo il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, gli strateghi dei due blocchi si erano resi conto che il primo a sviluppare la tecnologia necessaria per il lancio di missili intercontinentali avrebbe conseguito il dominio del mondo.
Fortunatamente dalla fine della seconda guerra mondiale nessun altra atomica è stata sganciata su città o centri abitati e noi possiamo guardare al lancio del piccolo Sputnik come all'inizio dell'era spaziale.

Nell'arco dei prossimi dodici anni il mondo, tra paura e speranze, illusioni e delusioni, assisterà alla gestazione ed alla nascita di un sogno: l'uomo camminerà sulla Luna.

Ma lo Sputnik1 rimarrà sempre il capostipite, seppur rozzo e primitivo, di una innumerevole generazione di sonde automatiche, le sole che fino ad oggi sono riuscite ad allontanarsi dal sistema Terra-Luna, avventurandosi fin oltre i confini del sistema solare (Voyager).

Tuttavia se nel campo dei satelliti artificiali ci sono stati enormi progressi da allora, non altrettanti ce ne sono stati nel volo umano. L’ultimo allunaggio è del dicembre 1974 (missione Apollo 17).

E benché si sia riparlato di tornare sulla Luna come primo passo per raggiungere Marte entro i prossimi 20 anni, dopo l’esplosione dell’ultimo Shuttle nel febbraio 2003, sembra ci siano dei grossi problemi anche a mantenere funzionante la ISS (stazione spaziale internazionale) ove si trovano ora due astronauti, un americano e un russo, per i quali si è parlato nei giorni scorsi di possibile precipitoso rientro causa mancanza viveri e ossigeno che potrebbe determinare anche l’abbandono della stazione per sempre.

Mi domando pertanto se non sarebbe meglio che i governi si impegnassero di più nella direzione della conquista della spazio, oltre che nella ricerca di nuove fonti energetiche, nella cura delle malattie, nel superamento della fame nel mondo, anziché impegnare risorse economiche, mezzi ed uomini in anacronistiche imprese coloniali sul nostro pianeta.

C’è sicuramente un insopprimibile desiderio umano di conquista, che non è negativo, perché senza di esso l’umanità non si sarebbe mai elevata dallo stato primitivo, tuttavia dovrebbe ormai essere chiaro che questo desiderio non può più realizzarsi sulla terra. Dobbiamo pensare che comunque un giorno, non tanto lontano, questo pianeta sarà comunque troppo piccolo per contenerci tutti e pertanto diventa prioritario fin da ora porre le premesse per conquistare nuove frontiere nello spazio.






postato da marivan | 17:12 | commenti

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