La Città di Is

giovedì, luglio 29, 2004

“Il Codice da Vinci “di Dan Brown e la ricerca del Graal. La discendenza reale di Gesù. Successo mondiale sullo sfondo di una verità nascosta da 2000 anni o bufala ben congegnata?


Da quando è uscito, in Italia intorno alla fine dello scorso anno, si è sempre mantenuto nelle prime posizioni delle classifiche dei più venduti e sembra aver venduto finora nel mondo 14 milioni di copie. E’ certo che sta suscitando una catena di polemiche come se non si trattasse di un romanzo, ma di una sorta di rivelazione che crea scompiglio e imbarazzo tra le parti in causa, nella realtà così come nella finzione. Sto parlando de “Il Codice da Vinci”, intrigante thriller sullo sfondo di una millenaria cospirazione intesa a nascondere uno sconvolgente segreto sulle origini del cristianesimo che, se rivelato, farebbe crollare i presupposti sui cui si basa la Chiesa cambiando la storia del mondo.

Il curatore del Museo del Louvre, Jacques Saunière (ai più questo cognome può dire poco, ma come vedremo non è un nome scelto a caso) viene trovato assassinato in una sala a pochi passi dalla Monna Lisa di Leonardo da Vinci, disteso come l'uomo di Vitruvio dello stesso da Vinci. Prima di morire è riuscito a scrivere uno strano messaggio che trascinerà sulla scena del delitto, prima Robert Langdon esperto di simbologia e successivamente Sophie Neveu crittologa della polizia scientifica di Parigi che si rivelerà essere poi la nipote del curatore assassinato.
Una serie di colpi di scena in rapida successione porteranno alla luce misteri sempre più fitti ed inquietanti.

Un meccanismo criptato, fatto di messaggi, indovinelli, anagrammi da decifrare che si amalgamano con l’analisi della simbologia di capolavori dell’arte, porterà i vari personaggi ad accedere a segreti sempre più occulti e a risalire per una strada tutta irta di pericoli mortali nella quale sono coinvolte organizzazioni attualmente esistenti e personaggi di influenza mondiale di tutti i tempi.

In particolare si analizza “Il cenacolo” di Leonardo da Vinci ove c'è un personaggio che sembra la contrapposizione di Cristo, anche nei colori, e che dovrebbe essere l’apostolo Giovanni, ma avrebbe una particolarità nell'aspetto fisico che lo farebbe sembrare quasi una donna (Maria Maddalena?)

Non mancano continui rimandi a personaggi storici, scienziati e artisti, quali lo stesso Da Vinci e Newton, letterati quali Walther Scott, principi e re della dinastia dei Merovingi, fino ad arrivare ai tempi moderni con Kubrick e persino Disney, fino a Mitterand, visto quale massone ed esoterista.

Sullo sfondo delle vicende narrate, da un lato la Chiesa cattolica e l'Opus Dei, dall'altro il Priorato di Sion, leggendaria setta di cui si è detto di tutto e di più e che avrebbe avuto tra i vari Gran Maestri personaggi quali Botticelli, Newton e lo stesso Leonardo da Vinci, e il cui braccio militare nei passati e lontani secoli sarebbe stato l'Ordine dei Cavalieri del Tempio (i Templari).

Una ricerca estenuante contro il tempo porterà i vari personaggi nei luoghi già abbondantemente citati nella letteratura del genere, in primo luogo la cappella di Rosslyn (si veda anche  "La chiave di Hiram" di Knight e Lomas).

Al centro un segreto occultato da duemila anni che alcuni vorrebbero svelare e altri tenere celato per sempre, e per il quale gli uni e gli altri sono disposti ad uccidere.

Nel complesso “Il Codice da Vinci” si legge piacevolmente, è avvincente e ben architettato, ma non deve il proprio successo alle vicende pur intriganti del thriller quanto alle teorie che gli fanno da sottofondo. Infatti il romanzo rappresenta una forma di sintesi finale di alcune idee sicuramente suggestive e affascinanti, anche se non nuove né necessariamente più vere di quelle ufficialmente accreditate, al cui centro è l’essenza del Graal.

Questo infatti non sarebbe la leggendaria coppia usata durane l’ultima cena e nella quale poi Giuseppe di Arimatea avrebbe raccolto il sangue di Cristo, ma significherebbe Sangue Reale (Sang Real da cui deriverebbe Sacro Graal) nel senso di una linea di successione originatasi direttamente da Gesù. Secondo quest'ipotesi, Gesù (che sia morto o meno sulla croce) avrebbe avuto dei figli da Maria Maddalena la quale sarebbe poi fuggita con loro in Francia. I loro discendenti avrebbero dato origine alla dinastia Merovingia che dominò la Francia dal 476 al 750 A.D. Goffredo di Buglione, discendente della linea merovingia nel 1099, dopo la presa di Gerusalemme, fondò l'Ordine dei Cavalieri di Nostra Signora di Sion. Qualche anno dopo fu costituito l’Ordine dei Templari, un ordine di monaci guerrieri, ufficialmente con lo scopo di difendere i pellegrini che si avventuravano in terrasanta, in realtà con quello di scavare sotto le rovine dell’ultimo tempio di Gerusalemme, quello distrutto dai Romani nel 70 D.C., alla ricerca del Graal, ovvero dei documenti probatori dell’effettiva essenza del Graal. Trovarono qualcosa? Probabilmente si e in conseguenza di ciò si sarebbero notevolmente arricchiti fino ad assumere un grande potere economico e non solo, tanto che prestavano denaro a tutti i sovrani d’Europa, finché il re di Francia Filippo il Bello in accordo con il Papa ne ordinò l’arresto in massa nella notte del 13 ottobre 1307. Sembra tuttavia che alcuni di loro siano riusciti a fuggire portando con sé il proprio segreto e i documenti che lo contenevano e che oggi l’uno e gli altri siano custoditi dalla fantomatica organizzazione denominata “Priorato di Sion”.

Su dove siano finiti i documenti ci sono le più diverse teorie di cui una riconduce a  Rennes-le-Chateau,piccolo paese dei Pirenei, salito alla ribalta della cronaca nel 1968 quando Gerard De Sède, esoterista e scrittore specializzato in saggi sui tesori nascosti, pubblicò un intrigante volume dal titolo “Le Tresor Maudit” (Il tesoro maledetto) nel quale si raccontava di presunte pergamene trovate dal parroco di Rennes, Bérenger Saunière (ecco il perché del cognome del conservatore del Louvre nel romanzo di Dan Brown) negli anni ’90 del XIX° secolo durante opere di restauro della chiesa parrocchiale, pergamene che avrebbero contenuto la storia del Sang Real, un mistero accuratamente nascosto dalla Chiesa, in primis dall'Imperatore Costantino che cancellò i riferimenti da cui si potevano trarre le debite considerazioni, in primo luogo l'elemento femminile sempre duramente respinto dalla Chiesa (si pensi alla caccia alle streghe). Saunière avrebbe messo a profitto la scoperta di un segreto di tale portata trasformandolo in un sacco di denaro (ma ad onor del vero bisogna anche dire che Saunière fu accusato di simonia e forse in questa pratica, più realisticamente, starebbe la fonte della sua ricchezza).

La storia del parroco di Rennes e dell’essenza del Graal, il cui significato la Chiesa avrebbe occultato da 2000 anni, ma le cui prove sarebbero custodite dal fantomatico “Priorato di Sion” è stata poi riesumata in un best-seller degli anni ’80 del secolo scorso “Holy Blood, Holy Grail” ( in Italia uscito con il titolo “Il Santo Graal - Una catena di misteri lunga 2000 anni”) di Michael Baigent, Richard Leigh ed Henry Lincoln a cui probabilmente si è ispirato l’autore de “Il Codice da Vinci”dove peraltro si sostiene che Saunière avrebbe mostrato le pergamene ad alcuni esperti di Parigi e là avrebbe anche acquistato una riproduzione di un dipinto di Nicolas Poussin realizzato nel 1640 dal titolo “I pastori d’Arcadia” in cui i personaggi raffigurati indicano un sarcofago con la scritta “Et in Arcadia ego”. Il sarcofago sarebbe stato riconosciuto da Saunière come identico ad uno posto a poca distanza da Rennes-le-Chateau. La frase sarebbe un anagramma di “I tego arcana Dei” (vattene, nascondo il segreto di Dio). Il sarcofago conterebbe le spoglie mortali di Cristo.

Ultimamente se ne sta parlando molto su riviste del settore, ma non solo. Anche l’ultimo numero di “Focus”, rivista di divulgazione scientifica, dedica alcuni articoli al ritorno di un mito millenario, il Graal, e prende in esame la teoria avanzata da “Holy Blood, Holy Grail” e da “il Codice da Vinci” pur concludendo che trattasi di una bufala ben congegnata.

Ad ogni modo è un dato di fatto che il romanzo è stato notevolmente attaccato da personaggi vicini alla Chiesa, come Massimo Introvigne studioso di storia delle religioni e direttore del CESNUR (centro di studi sulle nuove religioni), il quale ha dedicato al romanzo ben due articoli, dal titolo  Il Codice da Vinci: ma la storia è un'altra cosa e Beyond "The Da Vinci Code": What is the Priory of Sion?, e dall’ Opus Dei che lo hanno definito storicamente inaccettabile.

Ma ci si potrebbe domandare cosa significa "storicamente inaccettabile" in relazione ad un thriller e perché tanto accanimento se si tratta di paccottiglia?

Sempre sull’onda di questo rinnovato interesse per i temi che fanno da sfondo al "Codice da Vinci" è uscito per l’editrice Christoffel & Le Cordier (che vende solo su internet) un romanzo dal titolo "Rapsodia per l'unicorno" di Oscar Cappelli, al cui centro è un intrigo politico finanziario che vede coinvolti poteri politici ed economici, mafia e Chiesa, ma sullo sfondo ancora una volta una cospirazione che nasconde alla cristianità la stessa verità sconvolgente. Pur con diverse variazioni sul tema, che questa volta contempla anche viaggi nel tempo e memoria genetica, la teoria sostenuta è dunque la stessa. Tra le prove ancora una volta il famoso e discusso  quadro di Poussin, anzi i due quadri con lo stesso titolo e lo stesso soggetto, ma dipinti a distanza di venti anni l'uno dall'altro, il primo, secondo l' autore, di impianto più classico, il secondo espressione invece di una raggiunta piena consapevolezza del significato reale del sepolcro raffigurato.



postato da marivan | 02:28 | commenti (1)

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog